L’ obiettivo della tesi è narrare l’iter di un processo progettuale reale,
considerando i quesiti e le controversie che lo accompagnano. In particolare,
si affronta il dibattito avviato dal manager editoriale, Lorenzo Fazio, a favore
di un progetto culturale denominato “La Casa del Libro”, pensato per l’area di
Torino Nord.


Nell’aprile 2024, a seguito della mancanza di riscontri istituzionali, L. Fazio ha
scelto di farsi sentire attraverso lo strumento a lui più familiare: l’editoria.
Grazie agli articoli pubblicati sulla stampa, ha sollevato un dibattito
sull’importanza di realizzare una Casa del Libro. Per rendere efficace questa
azione, ha ritenuto necessario coinvolgere la collettività, richiamando, tramite
il quotidiano La Stampa, l’attenzione di attori provenienti da diversi ambiti
professionali, con l’obiettivo di ottenere un riconoscimento formale del
progetto, in particolare da parte di coloro che avevano maggiori possibilità di
promuoverlo.


La narrazione dell’iter progettuale si colloca in un’ottica che sospende la
funzione autoriale, al fine di osservare come il progetto possa produrre effetti.
Seguendo l’approccio del gruppo di ricerca di Teoria del Progetto, l’attenzione
si è spostata verso il vettore che induce il progetto a trasformarsi sotto l’influenza
di diversi fattori, superando la relazione tradizionale soggetto-autore /
oggetto-progetto.


Per questo è stato elaborato un metodo di mappatura finalizzato a mettere in
relazione molteplici segni (documenti, attori, vincoli e opportunità), con lo
scopo di ricostruire e comprendere il processo progettuale. Un ulteriore
elemento che è stato considerato durante l’evoluzione del progetto è
rappresentato dalle deviazioni. Queste alterano la configurazione finale degli
effetti previsti ed impongono un adattamento costante, richiedendo una nuova
consapevolezza ed un rinnovato pensiero strategico.


In risposta al quadro esigenziale dell’editore, sono stati selezionati quattro casi
studio, analizzati nella seconda fase della tesi. Tra questi si sono individuate
aree industriali con superfici intorno ai 1.500 mq (secondo le volontà espresse
dagli attori coinvolti); in altri casi, sebbene le superfici fossero di gran lunga
maggiori, l’obiettivo è stato quello di impostare un primo momento progettuale
e di riqualificazione urbana, in grado di fungere da precursore alla rigenerazione
dell’intero stabile.


L’analisi del processo decisionale legato alla Casa del Libro, a partire dalle
intenzioni del manager editoriale, ha permesso di selezionare gli elementi del
discorso architettonico che, da una parte, si configurano come luogo fisico, e
dall’altra come luogo portatore di una missione culturale, di memoria storica e
di conoscenza pratica.


A questa fase di analisi, legata ai cinque casi studio, è seguita una terza fase
imprevista, denominata “irruzione”, che si è discostata nettamente dalla
precedente, ponendo la necessità di ampliare la mappatura del processo
decisionale a seguito dell’accordo di intesa che ha individuato Villa della Regina
come nuovo luogo fisico di riferimento per il progetto.